Il regno del
Chianti Classico
di Castelnuovo Berardenga
Nel cuore del Chianti Classico, incastonata tra le colline di Castelnuovo Berardenga, si erge Fattoria di Valiano. La tenuta, acquisita dalla famiglia Piccini nel 1995, vanta una lunga e gloriosa storia che risale ai tempi dei Romani. A quell’epoca, infatti, queste terre furono assegnate ad un abile condottiero, come ricompensa per il valore mostrato sul campo di battaglia.
Nel corso dei secoli, la tenuta di Valiano è stata la dimora di illustri proprietari, tra i quali spicca il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Da oltre vent’anni, il timone è passato nelle mani della famiglia Piccini, che a Valiano ha trovato le sue radici.
“Fu proprio questa magia a catturare me e mio padre Pierangiolo, quando nel maggio del 1995 giungemmo a Valiano per la prima volta. Spinti dall’eccellenza di queste colline, ci recammo alla tenuta per stipulare un contratto di acquisto delle uve, ma non appena varcammo la soglia, non credemmo ai nostri occhi. Davanti a noi si spandeva un mare di verde, incorniciato da una corona di colline. Un poggio, più alto degli altri, incastonava le vigne, sorvegliandole con la sua ghirlanda di cipressi. Incantati da questo angolo di paradiso, decidemmo, in quel momento, che Valiano sarebbe stata la dimora della nostra famiglia. In men che non si dica, formulammo un’offerta al proprietario, che accettò di vendere la proprietà a patto di poter rimanere, in veste di direttore, in quel luogo magico dove per tutta una vita aveva vissuto e lavorato. Colmo di gioia per l’esito della trattativa, lanciai nuovamente uno sguardo a quel poggio, arroccato sulle vigne. Quel colle portava il nome di Poggio Teo e da allora, sotto i suoi alti cipressi, avrebbe visto passare la storia della nostra famiglia.”
Mario Piccini
230 ettari di superficie complessiva, tra vigneti, boschi e aree naturali.
78 ettari di vigneto a conduzione biologica, selezionati e seguiti parcella per parcella.
Esposizioni e altitudini vocate, per una maturazione equilibrata delle uve.
La massima declinazione del Sangiovese
l’eccellenza del Chianti Classico in ogni bottiglia.
Il re indiscusso di queste terre è senza dubbio il Sangiovese, che fornisce il suo frutto al nostro Chianti Classico. I suoi vigneti godono di un’esposizione nord-est e di un’altitudine che varia dai 200 ai 300 m s.l.m. Nel calice rivela un avvolgente aroma di viola e frutti di bosco. Il sorso è pieno e bilanciato, sorretto da una superba struttura. La vellutata trama tannica accompagna verso un morbido finale di note fruttate.
Il Sangiovese trova, infine, la sua massima esaltazione nel nostro 6.38 Chianti Classico Gran Selezione, che prende il nome dall’estensione della sua vigna d’origine, rimarcando lo stretto legame che lega ogni bottiglia della tenuta al suo territorio. Situate a 350 m s.l.m., le sue viti beneficiano di un’esposizione sud-ovest, approfittando di un suolo in prevalenza argilloso, misto a scheletro. Dopo un lungo affinamento di 18 mesi in botti di rovere francese e barriques, seguiti da 6 mesi in bottiglia, il vino offre un bouquet che gioca sui rimandi di spezie, frutti di bosco, scorza di zenzero e arancio. Freschezza e pienezza accompagnano il sorso, verso un finale dominato dal pepe nero e dal cacao amaro.
Attenzione e cura su ogni ettaro
I vigneti di Valiano si distendono tra le colline di Castelnuovo Berardenga, in un contesto ideale per la vite: altitudini variabili, suoli ricchi di carattere ed esposizioni che favoriscono finezza ed equilibrio.
La tenuta dedica una particolare attenzione alla lettura del vigneto: ogni parcella viene osservata e seguita con cura, perché è lì che nasce la qualità—prima ancora della cantina.
Biologico, innovazione e rispetto della natura
I vigneti, tutti a conduzione biologica, sono costantemente ispezionati dall’occhio vigile di Pasquale Presutto, l’enologo di casa Valiano, che cura ogni ettaro di terra con scrupolo e metodo. Sotto questa bandiera, Pasquale sta guidando una piccola rivoluzione nella tenuta, col tentativo di monitorare con cura le vigne.
“La nostra filosofia è racchiusa in questo adagio: garantire la salute dell’ambiente circostante per produrre vini di classe. È un lavoro paziente, in continuo dialogo tra l’introduzione di tecniche innovative e il rispetto per i ritmi della natura che governano l’ecosistema del vigneto. Solo osservando questo delicato equilibrio, possono nascere vini sopraffini. Difatti, lo spirito che anima la tenuta è riassunto nel binomio: “un vitigno – un territorio”, che permette di esaltare l’espressività delle uve e il loro legame con la terra d’origine. Negli ultimi anni, abbiamo convertito tutti i nostri vigneti a regime biologico, adoperandoci costantemente per rimanere aggiornati in tema di ecosostenibilità”.
Pasquale Presutto
Sulle ali di Icaro: innovazione in vigna
per proteggere i filari in modo naturale
Se è vero che il passato modella il futuro, il nuovo corso della quinta generazione non poteva che partire da Fattoria di Valiano, la tenuta della famiglia arroccata tra le colline del Chianti Classico. Qui, tra filari che giocano a nascondino con l’orizzonte e cipressi che solleticano il cielo, si respira l’aria della Toscana vecchia maniera, quella che fece innamorare Goethe. Eppure, in questa cartolina, l’immobilità è solamente apparente, perché come scrisse Curzio Malaparte: “la Toscana è paesaggio magico dove tutto è gentile intorno, tutto è antico e nuovo”. Ecco, dunque, che tra i filari di Poggio Teo, cru d’eccezione di Valiano, si può intravedere ogni mattina il nuovo guardiano hi-tech delle vigne: un robot automatico che ispeziona ogni palmo di terra per prevenire le malattie fungine. Ultima frontiera dell’agri-tech, il robot prende il nome da Icaro, il fanciullo che con le ali impastate di cera osò sfidare il sole.
Il nostro Icaro però – spiega Pasquale Presutto, Direttore Tecnico della tenuta – stavolta, ha imparato la lezione e non si arrischia più verso i raggi del sole, ma usa le sue ali, tappezzate di pannelli, per irradiare le piante con raggi UV-C ed evitare, in maniera naturale, l’insorgere delle più temibili malattie della vite, come la Peronospora. Frutto di una realtà tutta italiana, Icaro è alimentato ad energia elettrica, con un sistema GPS integrato, che gli permette di orientarsi con successo nel dedalo dei filari. Questa nuova tecnologia – continua Pasquale – ci permetterà di continuare il nostro percorso all’insegna della sostenibilità ambientale, inaugurata qualche anno fa con la completa conversione dei nostri vigneti a regime biologico, per proporre dei vini che sappiano interpretare il terroir, nel pieno rispetto dell’ambiente.”
Pasquale Presutto







